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lunedì 7 luglio 2025

Epidemia di suicidi in Russia?

https://it.search.yahoo.com/search?fr=mcafee&type=E211IT850G0&p=il+ministro+dei+trasporti+%C3%A8+stato+suicidato https://www.agi.it/estero/news/2025-05-27/attacchi-mosca-ucraina-trump-putin-31584583/amp/#amp_tf=Da%20%251$s&aoh=17483448564913&csi=0&referrer=https://www.google.com?amp_gsa=1&_js_v=a9&usqp=mq331AQGsAEggAID

lunedì 11 settembre 2023

Dal duello al triello

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(conto alla rovescia)



Che cosa accade quando il personaggio di un romanzo fugge? Una risposta soddisfacente ci viene dal libro di Queneau, Icaro involato (Le vol d’Icare, 1968). Un romanzo che si presenta, nell’impostazione delle parti dialogate, come un’opera teatrale ma così, evidentemente, non è. I dialoghi, strutturati in tal modo, conferiscono al libro un andamento molto rapido atto a creare un effetto ‘botta e risposta’ che bene si adegua alla volontà parodica e satirica che il romanzo, tra gli altri intenti, si prefigge. Icaro, il protagonista del mediocre e abbozzato romanzo di Hubert, fugge dal suo romanzo, s’invola per dirla col titolo italiano. Cosa fare se non affidarsi, per suggerimento d’un altro amico scrittore, ad un investigatore privato protagonista di vari romanzi?

Da queste poche righe è evidente uno degli elementi fortemente caratterizzanti del romanzo di Queneau, ovvero, per richiamare le Figure di Gérard Genette, la metalessi narrativa. Il lettore si trova di fronte ad uno di quegli strani casi letterari in cui i due piani della diegesi si confondono e, nel caso di Icaro involato, si sovrappongono.

Nell’opera di Queneau due sono i piani: in uno – in cui è evidente anche la spiccata componente metaletteraria – si muovono i protagonisti del libro, della “realtà”, ovvero i mediocri scrittori oggetto della satira dello scrittore francese, e sull’altro, quello fittizio dei libri da loro prodotti, proliferano i personaggi della fantasia. I due piani però, come ho anticipato, si confondono, e i personaggi, quei fantasmi sul cui statuto si è tanto discusso nella teoria della letteratura, scavalcano quella linea di confine che li separa dal “reale”. Da word-masses, per dirla con Edward Morgan Forster, si tramutano in carne, ossa e volontà di costruire il proprio destino.

«Tutto ciò è pirandelliano» afferma Morcol, l’investigatore ingaggiato per il ritrovamento di Icaro, senza essere (ovviamente!) compreso dallo scrittore Hubert che lo ascolta. La componente iperletteraria aleggia su tutto il romanzo; dal rimando a Pirandello al nome dei due scrittori Jean e Jacques – che richiamano il più noto Jean-Jacques Rosseau – ed altri ancora disseminati nelle varie pagine del libro. E inoltre a giganteggiare c’è l’aspetto parodico che si realizza non solo, come si è già detto, nelle figure degli scrittori i cui dialoghi sfociano spesso nel ridicolo, ma anche da un punto di vista propriamente linguistico e retorico, con quel gusto, tipico di Queneau (cito per darne conoscenza l’OuLiPo), per i giochi di parole e per gli esperimenti linguistici.

cfr.  https://www.fareletteratura.it/chi-siamo/

Sempre in Icaro Involato troviamo un triello precursore di quello - famosissimo - di Sergio Leone  



Soprattutto noi cattolici siamo abituati al trinitario (non dico al monoteismo o ai trinomi e ai trielli), ma sembra strano rinvenire nel web dell'attuale governo la diffusione del "sistema duale". Che non solo evoca i 2 milioni di euro stanziati dalla nostra regione per 

"PREVENIRE E CONTRASTARE I FENOMENI DI ABBANDONO E DISPERSIONE SCOLASTICA", ma pure per sottolineare che Si tratta di percorsi formativi, destinati ai giovani di età dai 14 ai 25 anni, che alternano la formazione in aula all’apprendimento nei contesti di lavoro.

Col prof. Gambarara siamo passati in poco tempo dal bipede   


Il tripode (in greco antico: τρίπος, trípos, da τρεῖς = tre e ποδ-, radice di πούς = piede) era nell'antica Grecia un recipiente a tre piedi che si poneva ...

Il tripode nel mondo omerico e...Il tripode delfico · ‎Il tripode di Platea, etc.

Nell'antichità classica, sostegno a tre piedi, in genere di metallo pregiato artisticamente lavorato, ...

 


Jacques Lacan ha fatto il resto, con le sue topologie 
(a partire da RSI) reale simbolico immaginario 



i paesaggi del nome
ovvero le topologie



Marcello


Walter


Bruno





Mauro


Francesco


Minervino





Claudio


Angel


Alagia






Massimo


Maria


Celani




Vincenzo


Glenn


Rovella




luciano

Mastra

Scusa




Pier

Paolo

Bilotta



venerdì 28 luglio 2023

Altro che giornalista professionista!



Vincenzo Glenn Rovella

Analyste de l’École bartezaguiennes 

Premessa

Jacques Lacan ha posto la questione del termine dell’analisi e della formazione degli analisti come centrale nella sua elaborazione, considerandola come la questione essenziale per l’esistenza del discorso analitico. Rifiutando ogni soluzione burocratica, che implicherebbe poter sapere in anticipo che cosa sia un analista attraverso una serie di qualità, caratteristiche e attributi che ne garantirebbero la qualifica, ha scelto di percorrere un’altra via.

Nel 1967 ha proposto alla sua Scuola la procedura della passe, procedura che è direttamente in relazione con il suo noto enunciato: “Lo psicoanalista si autorizza soltanto da sé”. Se questo enunciato indica che la qualifica di psicoanalista non si dà per cooptazione, tuttavia non indica affatto che chiunque possa dirsi analista a proprio piacimento. Occorre infatti che dell’analista ci sia, affinché si dia dell’autorizzarsi. (...) La logica che Lacan propone con la sua passe è dunque la logica dell’atto analitico, di cui la passe stessa è paradigma. Come dice Éric Laurent: “Un analista è prima di tutto un soggetto che sostiene un performativo. È quello che innanzitutto ha dichiarato ‘io ho terminato la mia analisi’, frase assai inverosimile da sostenere. È sicuro? È per questo che una volta che ciò viene detto, una volta che viene proferito, occorre sostenere questo performativo davanti a qualcun altro che ci è passato”.

Il passant incontrerà dunque due passeur, indicati o estratti a sorte da una lista di analizzanti, scelti a partire dal fatto di essere essi stessi in un momento di passe nella loro analisi, che ne ascolteranno la testimonianza. Un cartello della passe incontrerà successivamente i due passeur, che trasmetteranno la testimonianza che hanno ascoltato. Sarà il cartello della passe, grazie alla testimonianza indiretta che avrà ricevuto, a valutare se in quello che ha inteso ha potuto trasmettersi il termine dell’analisi e del desiderio dell’analista. In caso affermativo, il passant riceve la nomina di AE (Analyste de l’École – Analista della Scuola), nomina che ha la durata di tre anni, durante i quali l’AE avrà la funzione di trasmettere alla Scuola e anche al di là di essa, un insegnamento che, partendo dalla singolarità della propria esperienza, illumini e reinventi i punti cruciali della psicoanalisi.
E' dunque la logica dell’atto analitico che conduce il prof. Mauro Francesco Minervino - ancora una volta un tripode - a "accogliere il reale, il reale nuovo, il reale che è la produzione del discorso della scienza, che non ha più niente a che vedere con la natura" (Jacques-Alain Miller) e il dottor Alfonso Bombini a cifrare  "reale senza reality".

Si tratta dunque di una domanda che il passant rivolge alla Scuola, domanda sostenuta da un transfert non più rivolto al proprio analista, che ha sostenuto il percorso analitico fino a quel punto, ma che si produce in una torsione e che si rivolge ora al collettivo analitico.

Un cartello della passe incontrerà successivamente i due passeur, che trasmetteranno la testimonianza che hanno ascoltato. Sarà il cartello della passe, grazie alla testimonianza indiretta che avrà ricevuto, a valutare se in quello che ha inteso ha potuto trasmettersi il termine dell’analisi e del desiderio dell’analista. In caso affermativo, il passant riceverà la nomina di 
AE Analyste de l’École bartezaguiennes


Prof. Luca Lupo                                                                                       Prof. Rino Mele
                                                  Renata Adriani Miceli