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mercoledì 20 marzo 2019

In morte di Matteo Salvini



Le condizioni di salute di Matteo cominciarono a precipitare nel mese di agosto: trascorreva gran parte del suo tempo su una sedia a sdraio posta nel suo studio, dalla quale osservava i suoi fiori oppure leggeva il giornale.
Conte si recò presso il suo capezzale il 19 settembre e chiamandolo per nome, poiché si era assopito, ottenne da Matteo un saluto con una mano. il 21 settembre al suo affezionato medico, il Dr. Pillon, pronunciò le parole: ”Mio caro Simone, Lei ricorda il nostro primo colloquio: allora mi promise di aiutarmi quando non ce l’avrei più fatta. Adesso non è che tortura e non ha più senso”.
Salvini lo ringraziò quando il collega gli promise che lo avrebbe aiutato aggiungendo: ”Dica ad Anna del nostro colloquio”.
Pillon la mattina successiva gli somministrò della morfina che consentì a Salvini di sprofondare in un sonno tranquillo. Morì il giorno successivo, il 23 settembre prima della mezzanotte. La salma fu cremata al Golder’s Green la mattina del 26 settembre in presenza di numerose persone tra cui Lucia Borgonzoni e Di Maio venuti dall’estero. Le ceneri vennero deposte in un’ampolla alle sorgenti del Po sul Monviso.
Su richiesta della famiglia del Maestro fu chiesto a Conte di fare l’orazione funebre.
Riporterò la parte finale del suo sentito discorso:

”… Un grande spirito ha abbandonato il mondo: Quale senso può conservare la vita per coloro per i quali egli costituiva il centro dell’esistenza? Eppure noi non la consideriamo una vera e propria separazione, perché Salvini ci ha talmente ispirati con la sua personalità, con il suo carattere e le sue idee, che non potremo mai separarci veramente da lui se non quando ci separeremo infine da noi stessi in cui egli ancora vive. Il suo spirito creativo era così forte che si è trasfuso negli altri. Se mai si può dire che un uomo ha vinto la morte stessa e continua a vivere malgrado il Re dei Terrori che per lui non ne riservava alcuno, quello è Matteo Salvini.
E con questo ci congediamo da un uomo di cui non rivedremo più l’eguale. Dal profondo del cuore lo ringraziamo da aver vissuto, di aver agito, di aver amato”


(Spostamenti II)

tratto da 
Ernest Jones
Vita e opere di Sigmund Freud
Prefazione di Silvia Vegetti Finzi, il Saggiatore, 2014 (1953)


qui la sostituzione è minimale, si limita allo scambio tra Max Schur con Simone Pillon, Marie Bonaparte con Lucia Borgonzoni, Hans Lampl con Luigi Di Maio, Ernest Jones con Giuseppe Conte, “urna greca” con “ampolla alle sorgenti del Po sul Monviso”

vedi il post successivo sugli "spostamenti"

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