Blog di servizio

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giovedì 14 marzo 2019

La famiglia "naturale" e la "destra degli sfigati"




non lo senti il vento del cambiamento? 




ai ministri Fontana e Salvini

(...) L'inseminazione grazie a un donatore ha il suo equivalente in Africa, presso i Samo del Burkina Faso. In questa società, ogni ragazza si sposa molto giovane, ma prima di andare a vivere con suo marito deve, per tre anni al massimo, avere un amante scelto da lei e ufficialmente riconosciuto come tale. Poi porterà al marito il primo figlio, nato dall'unione con l'amante, che sarà considerato il primogenito dell'unione legittima.(...)







pop  corn 
Grazie Renzi


martedì 12 marzo 2019

La banalità del nome



Una cosa perennemente innominabile

di Massimo Celani


 Nomina non sunt consequentia rerum

Ecco invertito il rapporto tra il nome e la cosa. E’ un celebre ribaltamento lacaniano[1]. Recalcati è tanto bravo ma per favore non si supponga un suo copyright su qualsiasi questione che possa attenere a quel campo. Trattasi di rivisitazione blasfema in chiave di marketing e di pubblicità delle sempre spinose questioni di filosofia di linguaggio. I nomi, le parole, sono conseguenza delle cose? O forse possiamo affermare esattamente il contrario? E cosa vuol dire “conseguenza” in questo caso?

Ciò che con mesto tecnicismo i pubblicitari definiscono naming non è altro che il camuffamento di una pratica emula del padreterno. Coincidendo la creazione del mondo con un atto di nominazione. Più sobriamente o – perlomeno – con competitività trattenuta nei confronti della sfera celeste, si tratta di trovare un fondamento alla marca (branding è infatti la funzione correlata).



sabato 19 gennaio 2019

Lettera a Tiziana per il suo compleanno

Cara sorella, non che confidi più di tanto nella telematica (solo ieri Tim mi ricordava con il segnale di "connessione limitata" che avevo dimenticato di pagare il canone), dunque figuriamoci se  consegnerà queste poche parole a chi è momentaneamente sprovvisto di account. S'intende che una lettera a chi non è più è una forma retorica per ricordarti a pochi parenti e molti amici. Ma non si sa mai, una mia parte remota e poco razionale confida nei poteri della fibra.
E a proposito di parti poco razionali, volevo dirti che da quando te ne sei andata (cfr. brutta-bestia-alien) non ti sei persa niente. O meglio, ti sei persa una esplosione di barbarie, una improvvisa psicosi collettiva, particolarmente acuta qui in Italia ma presente su scala europea e mondiale. Pensa, solo per dirne una, al sig. Trump che ha messo mano alla politica dei dazi e che vuole costruire un muro al confine col Messico. Giuro, non sto scherzando. Vedi qui appresso (muro tra Messico e Stati Uniti
Tu forse ricorderai le prime avvisaglie a noi vicine (vedi Ungheria, tra i paesi più fanatici del gruppo di Visegrad col quale flirtano i neofascisti italiani).



Poverini, si difendono dal cosiddetto "conformismo multiculturalista", in fondo dal fantasma degli immigrati e dell'islamismo. Non so come spiegarti. Nella tua libreria conserverai sicuramente il libro di Gian Antonio Stella," Negri, froci, giudei e Co.", edito nel 2009. Oggi dovresti solo aggiornare lo stupidario dei fanatici e inglobare Netanyahu che ormai va a braccetto con il suo omologo  ungherese Viktor Mihály Orbán, soprattutto nel terreno d’intesa del sovranismo che alza muri contro i migranti. 
Sinceramente vorrei risparmiarti altre novità da questo mondo di smemorati. 
Qui imperversa uno strano tipo, una specie di Zelig che cambia divisa ad ogni momento, lo chiamano lo sceriffo o il capitano, tuona contro le ONG, dice di chiudere i porti e pensa di poter arrestare i poveri cristi impedendogli di sbarcare, con gli sgombri, le ruspe, le deportazioni, la chiusura dei centri d'accoglienza. Così siamo passati da prima la Padania a prima gli italiani, e in un nano secondo da zero clandestini a  immigrazione zero, zero rifugiati, zero permessi per motivi umanitari, zero umanità. Lo stigma prevalente è diventato "buonista". Ti risparmio il resto. E' un quadro che certo avrebbe stuzzicato le tue curiosità epidemiologiche, nosografiche e epistemologiche. 
Ma è presto - lassa passa' 'a nuttata - tu che puoi: avremo modo di riparlarne in seguito.

domenica 14 ottobre 2018

E questa volta non è per lo spread o il terremoto



 Il 26 novembre 1980, l’appello sulla prima pagina de Il Mattino di Napoli, 
per sollecitare aiuti alle popolazioni dell’Irpinia colpite dal sisma

martedì 28 agosto 2018

Un pensiero

A Vincenzo "Guru" Iaconianni e a Franco Carravetta.
Amici di immensa umanità e simpatia.


Per esser mossi, emozionati, da un sorriso,
o da un'idea, noi dobbiamo
da un lato provenirne,
essere nel pathos di quel sorriso,
di quell'idea;
e dall'altro dobbiamo
porci in cammino verso di essi,
porli come oggetti
della nostra emozione.

Stiamo a distanza
tra provenienza e destinazione…”
Carlo Sini

martedì 22 maggio 2018

Tommaso Campanella. Il filosofo immaginato, interpretato, falsato


Cosenza
Venerdì 25, ore 18.00
Centro studi telesiani, bruniani e campanelliani 
(palazzo Caselli, via Giostra Vecchia)


Michele Ciliberto

venerdì 18 maggio 2018

Che s'ha da fa' pe' campa'

B-Book Festival Cosenza: Che s'ha da fa' pe' campa': Cara Matilde,  oggi è sabato e per fortuna non andrai a scuola. Mi sai come un papà vecchietto e arrugginito - ti passo quasi 50 anni - ma ...