Blog di servizio
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venerdì 18 maggio 2018
Che s'ha da fa' pe' campa'
B-Book Festival Cosenza: Che s'ha da fa' pe' campa': Cara Matilde, oggi è sabato e per fortuna non andrai a scuola. Mi sai come un papà vecchietto e arrugginito - ti passo quasi 50 anni - ma ...
martedì 13 febbraio 2018
Brutta bestia Alien
In meno di un anno se l'è portata via.
Tiziana Celani
Ancona 19.01.1948
Benevento 13.02.2018
Che ci facciamo qui?
“Potremmo dire: insediarmi in un luogo
che consente l’incontro. L’insediamento
dello psichiatra come quello di ciascun medico
consiste nell’accedere a un atto di decisione.
Ma si tratta di un atto di decisione
che parte da niente.(...)
Nella formazione si produce una rottura
che va articolata intorno al termine decisione.
In altre parole, succede come se nella decisione,
che è una sorta di taglio, ci fosse la necessità
di specificare un certo tipo d’incontro”.
(Jean Oury, L’insediamento: rottura per una decisione, 1974)
domani mercoledì 14 febbraio
amici e parenti napoletani potranno salutare Tiziana alle 12.30
presso Santa Teresa del Bambin Gesù,via Nicolardi 233
nei giorni successivi, in data da precisare, le ceneri verranno trasportate
nella cappella Aloe-Muti del cimitero di Lago (CS)
martedì 26 dicembre 2017
Intellettuali vegetariani
Ci fu un giorno in cui Pasquino Crupi (che evidentemente molto antipatizzava con Ora Esatta) mi diede dell'intellettuale vegetariano. Per lui doveva essere il massimo dell'offesa (Nunzio Scalercio avrebbe graduato il sintagma con un valore offensivo del 100%). Ma a me piacque, pur non ritenendomi un intellettuale e nemmeno vegetariano, pur mangiando di tanto in tanto carne, insomma con qualche senso di colpa, cercando di non pensare agli allevamenti intensivi e alla brutalità delle soppressioni. Insomma, pur non giocando nel campo avverso a un Camillo Langone, l'appellativo era preciso e sottoscrivibile.
Non intendendo che accogliere una sua critica era il mio modo di omaggiarlo, il caporedattore di Cronache delle Calabrie propose la censura al mio ricordo crupiano ma Guzzanti al volo lo mandò affanculo.
Questa favoletta insegna che la gloria è il sole dei morti e che trovo commovente la piaggeria dei viventi.
Non intendendo che accogliere una sua critica era il mio modo di omaggiarlo, il caporedattore di Cronache delle Calabrie propose la censura al mio ricordo crupiano ma Guzzanti al volo lo mandò affanculo.
Questa favoletta insegna che la gloria è il sole dei morti e che trovo commovente la piaggeria dei viventi.
sabato 8 luglio 2017
Passeggiando a Cerisy-la-Salle con Daniele Garritano e Bruno Moroncini, feat. Philippe Sollers
Proust
5 + 1
di
Marfoosh M. Celani
Da qualche parte c’è sempre stato
un soggetto ordinatore, c’è dell’ordine. La scrittura non è in fondo il modo in
cui un soggetto si mette in gioco nella pratica, nel luogo di questa
eterogeneità? Aggiunge Sollers “se anche non scrivesse niente, ciò non mi
disturberebbe affatto!”. Ordo nel lessico latino – è un noto
serial jacabookiller a ricordarcelo - significa disposizione, schieramento (di
truppe, di alberi, etc.) ma anche regolamento, misura. Ordinare si configura
come gesto che implica legge, legame, (…) l’idea di un’azione, di un intervento
attivo del soggetto ordinatore. Anche nel caso del disegno
ci troviamo di fronte all’idea di legame, di rapporto reciproco tra segni ed
anche qui, di legame implicante un progetto, un intervento dell’attore del disegnare. Designare in
latino, ma anche bezeichnen in tedesco, in inglese design,
significano tracciare dei segni collegandoli in un insieme sensato, ma anche
manifestare un’intenzione: designare, cioè nominare. In ogni caso un prendere
posizione, un decidere.
AA.VV., Di-segno. La giustizia nel discorso, a cura di
Gianfranco Dalmasso, Jaca Book, 1984
martedì 25 aprile 2017
“Un digiunatore” di Eimuntas Nekrošius (Teatro Auditorium Unical, 24 aprile 2017)
E all’orizzonte solo guardiani e macellai
di Massimo Celani
“Certamente c’è un insieme delle tue esperienze pregresse, che vengono fuori dalle tasche, dalle maniche. Tutto ciò che sai. Come se volessi ripeterlo, non per tua volontà, è come se qualche demone ti spingesse a tornare ai tuoi vecchi modi. […] Sicuramente l’atteggiamento si acuisce con gli anni. Ma non sai di più con l’età. È un cliché che con l’età si acquisiscano saggezza e consapevolezza. Bisognerebbe dire che le perdiamo. Perdiamo consapevolezza, arguzia e sensi. Si sviluppa apatia. […] Preferirei che fosse il contrario, tuttavia è fisiologico […]
Eimuntas Nekrošius: dal documentario di Audronis Liuga “Allontanare l’orizzonte”
sabato 22 aprile 2017
Cronachelle di una morte annunciata
di Massimo Celani
L'editore è quello che è. Non
dirò una parola di più, tanto è imbarazzante per me avergli aperto e messo a
disposizione casa, studio, amicizia, tempo, notti, entusiasmo progettuale e
persino un direttore dal profilo perfetto per una iniziativa editoriale radicalmente
innovativa e che per di più se ne stava tranquillo in Florida.
La reputazione era nota, colpa
mia che son vittima perenne dell'illusione, compresa quella che gli antichi
greci chiamavano kairòs, il tempo giusto nel quale le cose sembrano incastrare.
Non in quanto fondatore di La Repubblica o del Giornale di Calabria, non
perché giornalista tra i più arguti, eretici e imprevedibili della nostra
epoca, ma perché Guzzanti era il direttore giusto, il più "idoneo",
qualcosa di speciale, un'occasione imperdibile. Kairòs è il passaggio
all'azione da compiere tempestivamente, che non tollera ritardi o esitazioni,
così Paolo era “Cronache delle Calabrie”. E la sua disponibilità a tornare in
Calabria una botta di culo. Anche perché quella Calabria anni '70, situata a
Pian del Lago, km 273, delle crapule crupiane a base di maiale e capre appena
sgozzate non erano certo ricordi incoraggianti.
30 luglio 1973, festa in redazione per il primo numero de Il giornale di Calabria
da sinistra Piero Ardenti e Paolo Guzzanti, sulla destra s'intravvedono Ernesto D'Ippolito e Lullo Sergi
sabato 4 giugno 2016
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