«Quando io uso una parola» disse Humpty Dumpty in tono alquanto sprezzante, «questa significa esattamente quello che decido io… né più né meno».
'Za pobedu', 'Per la vittoria'
«Quando io uso una parola» disse Humpty Dumpty in tono alquanto sprezzante, «questa significa esattamente quello che decido io… né più né meno».
'Za pobedu', 'Per la vittoria'
«Quando io uso una parola» disse Humpty Dumpty in tono alquanto sprezzante, «questa significa esattamente quello che decido io… né più né meno».
«Bisogna vedere» disse Alice «se lei può dare tanti significati diversi alle parole».
«Bisogna vedere» disse Humpty Dumpty «chi è che comanda… è tutto qua».
Citato da Gianrico Carofiglio
ovvero,
Attila Putin
Caligola Putin
Giulio Cesare Putin
Leopoldo II Putin
Ivan IV Putin
Sloth Sar (Pol Pot) Putin
Iosif Vissarionovič Džugašvili Putin
Francisco Macías Nguema Putin
Màtyàs Ràkosi Putin
Augusto Putin
Radovan Putin
(courtesy Massimo Ammaniti)
Gilberto Corbelliniè professore ordinario di Storia della medicinae docente di Bioetica presso la Sapienza Università di Roma.
tutti commissari tecnici
(...) Naturalmente non c’è stata nessuna invenzione dell’epidemia: sostenere, come ha fatto Agamben, che una macchinazione occulta di governo e mezzi di informazione abbia trovato in questa epidemia una nuova occasione, dopo il terrorismo, per impedire gli assembramenti e togliere il potere al popolo, ha la stessa credibilità delle tesi dei novax sul fatto che l’epidemia serva a promuovere la vaccinazione di massa e l’arricchimento delle case farmaceutiche. (...)
disinformazione, miopia e narcisismo intellettuale.
(...) Agamben ha costruito la sua figura di filosofo anti-sistema, per cui il suo intervento sembra mosso piuttosto dalla volontà di confermare i propri discorsi che di capire qualcosa di ignoto, come invece tentano di fare altri studiosi e scienziati – col risultato di convergere con le posizioni più becere degli anarchisti epidemiologici e dei complottisti.
Il povero Rodotà fa il Girmi nella tomba
non siete curiosi di sapere chi si erge a difesa della Costituzione e del dissenso inteso come "bene comune"?
Un murales spunta tra le macerie del paese fantasma dopo la frana del 2005
propongo un cartello di studi
a partire da
Georg Simmel, sulle Rovine
(…) Che ogni dimensione dell'umano "abbia la sua origine dalla terra ed alla terra debba tornare" è una constatazione che va qui al di là del suo triste nichilismo. Fra il non ancora ed il non più si situa un momento positivo dello spirito la cui strada ora certo non indica più la sua vetta ma, sazia della ricchezza di questo culmine, scende giù alla sua patria, facendo in certo modo da pendant al "momento fertile" rispetto al quale quella ricchezza è uno sguardo anticipante che la rovina guarda alle sue spalle. Che la violenza realizzata dalla forza della natura su di un'opera dell'arbitrio umano possa sortire però un effetto estetico presuppone che in quest'opera, per quanto essa sia stata formata dallo spirito, non sia mai svanita del tutto una pretesa giuridica della mera natura. In base alla sua materia, al suo carattere fattuale, l'opera è sempre rimasta natura ed allorché quest'ultima ora se ne riappropria non fa che realizzare in tal modo un diritto, fino ad allora sospeso, al quale essa però per così dire non rinuncia mai. Perciò la rovina sortisce così spesso un effetto tragico – sebbene non triste –, poiché la distruzione qui non è alcunché che provenga assurdamente dall'esterno, bensì è la realizzazione di un indirizzo collocato nello strato d'esistenza più profondo di ciò che è distrutto. Perciò, allorché definiamo "rovina" un essere umano, manca così spesso l'impressione esteticamente soddisfacente connessa alla tragicità ovvero alla segreta giustizia della distruzione. In questo caso, infatti, se anche s'intende che quelle dimensioni psichiche che si designano in senso stretto come naturali, le pulsioni o le inibizioni legate al corpo, le inazioni, gli accidenti, quanto rinvia alla morte, s'impadroniscono degli strati specificatamente umani, validi dal punto di vista della ragione, non per questo si verifica per il nostro sentimento un diritto latente di quelle inclinazioni. Anzi, un diritto di questo genere non esiste neppure. Noi riteniamo – non importa se a ragione o a torto – che simili svilimenti di natura contraria allo spirito non ineriscano alla natura umana, proprio in base al suo senso più profondo; su ogni esteriorità essi posseggono un diritto che è nato con essa, ma sull'uomo no. Perciò, anche a prescindere da considerazioni che stanno sotto altri aspetti, come rovina l'uomo è così spesso triste più che tragico e privo di quella compostezza metafisica che deriva alla decadenza dell'opera materiale da un suo profondo Apriori. Quel carattere di ritorno alla patria non è che un'esplicitazione dell'atmosfera di pace che circonda la rovina. Essa accompagna l'altra sensazione secondo cui quelle due potenze mondane, l'aspirazione verso l'alto e lo sprofondare verso il basso, cooperano nella rovina a formare l'immagine tranquillizzante di un'esistenza puramente naturale. Esprimendo questa pace, la rovina s'inserisce in maniera unitaria nel paesaggio circostante, aderendovi come l'albero e il sasso, mentre il palazzo, la villa e financo la casa colonica, anche dove meglio si adeguino all'atmosfera del loro paesaggio, discendono sempre da un altro ordine di cose e si accordano con quello della natura soltanto come a posteriori. In una costruzione molto antica in aperta campagna, ma soprattutto e in primo luogo in una rovina, si nota spesso una vera e propria uguaglianza di colore con le tonalità del terreno circostante.
«Smettetela, non siete cavalli»
di Giampiero Valenza
Mercoledì 29 Settembre 2021
Tentano di curare la Covid-19 con un farmaco vermifugo usato principalmente nei cavalli, l’ivermerctina, e muoiono. Sono loro le ultime vittime dei trattamenti fai da te. Si tratta di due persone di 38 e 79 anni del New Mexico, negli Stati Uniti d’America. Entrambi, secondo quanto si legge sull’edizione online del New York Post, hanno avuto una grave insufficienza renale.
APPROFONDIMENTI
Negli Usa sono aumentate le segnalazioni dei ricoveri per
l’assunzione di questo farmaco usato anche per mucche e altri
animali di grossa taglia, tanto che l’autorità regolatoria
statunitense, la Food and Drug Administration, ha cercato di
spiegare quanto questa cura rientri tra quelle che ora non
hanno valore scientifico. «Non siete un cavallo – hanno scritto
su un Tweet – Non siete una mucca. Seriamente, voi tutti,
smettetela».
L’uso di ivermectina negli Usa è aumentato di 28
volte nel mese di agosto rispetto al periodo pre-pandemico e i
casi di avvelenamento si sono quintuplicati.
You are not a horse. You are not a cow. Seriously, y'all. Stop it.
U.S. FDA
“C’è poco tempo: perché sprecarlo con questa spazzatura invece di rileggere la Divina Commedia?”Harold Bloom
i numeri incoraggiano qualche automatismo
ad esempio, giusto per localizzare la tenzone, abbiamo inserito "Cosenza" nel generatore di slogan, che ne ha prodotti 1.076.
Alcuni dei quali piuttosto interessanti:
151 Countries, One Cosenza
No Cosenza, No Kiss
Cosenza: Music To The Ears
Bigger, Better, Cosenza
You Can't Stop Cosenza
Cosenza For All Time
A Radical New Cosenza
Cosenza The Time Is Now
Cosenza The Only Solution
Cosenza - One Name, One Legend.
Free Cosenza For All.
(perfetto per Valerio Formisani) oppure
The Spirit Of Cosenza
(che andrebbe benissimo per Franco Pichierri).
Un ultimo slogan, buono per tutti gli 869 candidati:
Cosenza The Best Of The Litter*
ipotesi di visual
il logo della campagna
![]() |
| Cose che restano, Aldo Presta, 2021 |
Ringraziandolo - come usa dire Conchita De Gregorio accommatiandosi da "In Onda"-
"per il privilegio della vostra attenzione".
Insomma, questi slogan (ma - mi raccomando - voi dite "claim" e alludete alla fattura proveniente da una importante - non dite "rinomata" ché sembra una pizzeria - agenzia milanese) sono tutti generati da un software e sono immancabilmente no copyright. E dunque gratis. Chi scrive è una specie di Emergency, o perlomeno molto vicina a quella ONG, solo che si occupa di emergenze "comunicative" (ma preferirei chiamarle "testuali").
Ovviamente i tool si allungano sulla parte grafica.
Andiamo a esplorare frizzifrizzi.it vale a dire Tool.Graphic, una piccola piattaforma sperimentale realizzata dal giovane sviluppatore russo Andrey Andronov.
Si tratta di un sito che permette di generare casualmente dei poster ispirati all’estetica di alcune delle avanguardie e degli stili del primo ‘900.
Ad oggi ne sono disponibili solo tre, Suprematismo, Mondrian e Bauhaus, mentre prossimamente usciranno anche raggismo e tipografia (grazie a Aldo Presta per la preziosa segnalazione).
Per produzioni televisive e/o multimediali, mi permetto di suggerirvi